‘Adesso tienimi’ (sull’orlo dell’abisso)

Ci sono dei libri che vanno “assunti” a piccole dosi, altrimenti rischiano di diventare tossici per l’anima. La loro materia prima, pullulante e autentica, è composta da vite in frantumi, realtà soffocanti, dolore. Tentarne una lettura continua è difficile: chiudere il libro è come riemergere da un abisso, tornare a respirare, prima di immergersi di nuovo, attratti da una forza cupa e irresistibile. Questo è stato il mio approccio al romanzo Adesso tienimi di Flavia Piccinni, pubblicato per la prima volta nel 2007 e riproposto da Terrarossa nel 2019.

La vita in frantumi cui si accennava è quella di un’adolescente, Martina, che abita a Taranto. La città, coprotagonista, s’impone con la sua bellezza da natura morta, decadente e insincera, e afferma la sua centralità attraverso quella nube rosso-Ilva che copre ogni cosa, nega orizzonti e decide il destino dei suoi abitanti, imbruttendone l’animo.

L’amore di Martina è malato, come la sua città. Lui, il professore, l’ha prima soggiogata, poi sedotta e infine le si è negato col suicidio, lasciandola sola con il peso di un lutto inconfessabile. Allora lei si crogiola nella disperazione, e fa del lettore il suo unico confidente: quanto più è atroce la sua storia, tanto più la rivela spoglia di orpelli, cruda, crudele. È una narrazione sincopata, per frammenti, come fosse il tentativo disperato di mettere insieme i cocci della sua vita rotta. Il ricordo, pur fulmineo, è l’unico luogo in cui Martina torna a respirare, mentre il presente lascia il posto a una finta normalità, che invece è violenta autodistruzione.

Forse è la condizione così tragica in cui si trova a dotare Martina di uno scandaglio con cui registra la sua miseria e, insieme, la labilità dei rapporti umani, l’insensatezza delle apparenze, il paradosso di luoghi sontuosi e fatiscenti. La sua esistenza guasta si inserisce nel coro di una città corrotta che intensifica la sofferenza individuale.   

Il lettore è sull’orlo di un abisso, e non solo assiste impotente alla caduta di Martina, ma deve tenersi ben saldo per non scivolare assieme a lei in una solitudine senza fine.

Adesso tienimi è un romanzo grandioso e straziante, una lettura amara ed essenziale, perché evoca la bellezza distruttiva di certi amori e ricorda che «tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo», per dirla con Calvino.

Un libro immenso per contenuti e stile, autentico, sincero e sconcertante. Indimenticabile.

Iaia


Flavia Piccinni, Adesso tienimi, Terrarossa, 2019, 166 pp., 13,00 euro

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