Il mese di febbraio è un trionfo di rosso. Come il fuoco delle protagoniste dei romanzi che ho letto, Marie la strabica di Simenon (Adelphi) e Adesso tienimi di Flavia Piccinni (Terrarossa).

In Marie la strabica Simenon indaga con una precisione chirurgica un rapporto di amicizia femminile, rivelandone la natura ambigua e contraddittoria.
Marie e Sylvie sono cresciute insieme, ma sono due giovani donne completamente diverse. Sylvie è una ragazza sensuale e attraente: ha un corpo procace ed è spregiudicata. Decisa a uscire dalla condizione di povertà in cui ha vissuto sino alla maggiore età, si servirà della bellezza, a braccetto col suo spietato cinismo, per raggiungere il suo scopo. Marie, invece, è insignificante, piccolina e strabica, e il suo aspetto dimesso, insieme al carattere remissivo, l’ha indotta a non avere particolari ambizioni. Tuttavia, ha una straordinaria capacità di “lettura” dello stato d’animo dell’amica, che con la sua avvenenza ne combina una più grossa dell’altra, guadagnandosi ora il disprezzo ora l’ammirazione di Marie. Il rapporto fra le due è un’altalena continua fra attrazione e repulsione, finché, dopo il trasferimento a Parigi, Sylvie fa un torto gravissimo a Marie, che si allontana definitivamente.
Ventitré anni dopo le due donne si incontrano di nuovo. Sylvie è l’amante di un pezzo grosso, mentre Marie ha vissuto un’esistenza mediocre e priva di stimoli. L’abisso fra le due donne non potrebbe essere più ampio. Eppure, Sylvie si rivolge alla vecchia amica per chiederle aiuto, adesso che è a un passo dal realizzare il sogno per il quale ha calpestato più e più volte la sua dignità. Marie, arrendevole come un tempo, glielo concede, e ben presto s’innesca fra le due lo stesso rapporto di odio-amore, sovranità e sudditanza della giovinezza. Ma cosa accadrebbe se la donna dagli occhi disallineati covasse un segreto progetto per ribaltare i ruoli?
Marie la strabica viviseziona un legame affettivo, portando alla luce ogni singolo aspetto, dal più delicato al più sgradevole, e dimostra che dietro allo stendardo dell’amicizia si può celare un rapporto magmatico, gorgogliante, in continua tensione. Con una prosa asciutta e diretta Simenon racconta una tremenda solitudine vissuta in due, perché, al netto della loro incompatibilità, sino all’ultimo Marie e Sylvie non possono rinunciare l’una all’altra.
Iaia
Georges Simenon, Marie la strabica, Adelphi, 181 pp., 18 euro
